venerdì 13 dicembre 2019

Ricatti ai dipendenti e tagli in busta paga, Giuseppe D'Auria va a processo

Le conciliazioni con quale SINDACATO le hanno esperite, c'è l'assoluta complicità di questo Sindacalista.

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NELLA FOTO GIUSEPPE D'AURIA EX GESTORE DI SUPERMERCATI

lunedì 26 settembre 2016

ELIOR:

VOGLIONO CHE I LAVORATORI INDICHINO SIN DAL MESE DI SETTEMBRE 2016 IL PERIODO DI FERIE DELL'ANNO 2017, CIO' E' INAUDITO! NON VI E' ALCUNA NORMATIVA DI LEGGE CHE LO INDICHI, E' SOLO UN MOTIVO LORO PER CREARE PROBLEMI AI DIPENDENTI CHE UNA VOLTA INDICATO IL PERIODO NON POSSONO PIU' CAMBIARLO. 

NON INVIATE ASSOLUTAMENTE LA RICHIESTA CHE DEVE ESSERE INVIATA ENTRO IL 30 APRILE DI OGNI ANNO.

giovedì 22 settembre 2016

Comunicazione riguardante i lavoratori della ELIOR S.p.A.

La Elior ristorazione S.p.A. questo mese non ha retribuito le ore di lavoro supplementare, si porta a conoscenza che a seguito della messa in mora, inviata dal sottoscritto alla società in data 14 c.m. al nostro iscritto che presta la sua opera con la mansione di cuoco, in data 20 c.m. sono state pagate a mezzo bonifico bancario, le ore supplementari lavorate.

lunedì 12 settembre 2016

Il Gruppo Elior in prima linea per le popolazioni colpite dal terremoto

 06/09/2016

Il sisma dello scorso 24 agosto nel Centro Italia ha coinvolto emotivamente tutti noi, pensando alle difficoltà quotidiane delle popolazioni delle zone terremotate.

Il Gruppo Elior in più occasioni ha aderito a progetti di solidarietà in situazioni di emergenza, mettendo a disposizione le proprie risorse e le proprie persone.

Grazie alla sensibilità, alle capacità di organizzazione, allo spirito di iniziativa e al lavoro di squadra degli uomini e delle donne Elior, anche questa volta il nostro Gruppo è in prima linea in diverse iniziative a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.

Attraverso i nostri colleghi in tutta Italia, Elior sta contribuendo concretamente a sostenere le persone in difficoltà, con la fornitura di cibo e partecipando alle manifestazioni di raccolta fondi. Ad esempio, il 7 settembre il Gruppo partecipa a “Un'amatriciana al volo” presso l'aeroporto delle Marche, ad Abbiategrasso (MI) il 17 alcuni nostri chef cucineranno con Carlo Cracco per FoodXGood e nelle prossime settimane saremo coinvolti nelle iniziative dei Comuni di San Donato Milanese e Opera (MI). 

Tutti i progetti a cui parteciperemo saranno comunicati via mail e con le news pubblicate sulla nostra intranet.

L’amministratore delegato, Rosario Ambrosino, desidero ringraziare tutti coloro che si stanno impegnando a dare prova concreta dei nostri valori aziendali e che ci rendono orgogliosi di appartenere ad un gra

Grande successo di Un’Amatriciana al Volo

08/09/2016

Un’ampia partecipazione di pubblico per la raccolta fondi a favore delle popolazioni terremotate

L’aiuto concreto agli abitanti delle zone colpite dal sisma dello scorso 24 agosto non si è fatto attendere. L’evento benefico Un’Amatriciana al Volo, tenutosi mercoledì 7 settembre al terminal partenze dell’Aeroporto delle Marche ha visto la partecipazione di numerosi passeggeri, accompagnatori e dipendenti di Aerdorica. Ampia adesione anche da parte degli enti di Stato, esponenti della Regione Marche, sigle sindacali e dipendenti che non sono rimasti indifferenti all’iniziativa, contribuendo alla raccolta fondi.
L’importo raccolto è stato versato, nella sua totalità allaprotezione civile, che lo metterà a disposizione dei terremotati di Accumuli, Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto per le iniziative di primo intervento e per la ricostruzione dei centri abitati. 
Gemeaz Elior, da sempre attenta a iniziative di solidarietà e in campo sociale, ha contribuito al successo dell’evento con la preparazione della pasta e fornendo gratuitamente il proprio personale. A loro giunga nuovamente un sentito grazie per la disponibilità e la sensibilità dimostrata.

giovedì 4 dicembre 2014

Lavoro nero: come fare denuncia e le sanzioni per il datore di lavoro

Quali sono le procedure da seguire per denunciare il lavoro in nero e cosa rischia il datore di lavoro


Oggi il precariato spadroneggia incontrastato. L'attuale legislazione, in Italia, sembra favorirlo anziché debellarlo, è inutile negarlo, a dispetto di quanto accade in molti paesi dell'Ue. Ad esempio in Germania, dove i contratti di lavoro sono maggiormente tutelati, nonostante la crisi finanziaria imperversi su tutti i mercati europei e mondiali. Purtroppo, nel nostro Paese esiste un altro "cancro" da estirpare: lo sfruttamento dei lavoratori in nero, assunti senza contratto, con retribuzioni stracciate, senza garanzie previdenziali, e soprattutto, cosa ancor più grave, senza garanzie di sicurezza sul posto di lavoro, senza rispetto del diritto alla salute e alla vita.

Molti lavoratori accettano di lavorare in modo non regolare, solo per disperazione, perché non riescono a trovare altro. Ecco perché è importante denunciare il lavoro in nero, in modo da sviare i datori da qualunque intento. Questa guida elenca i modi per procedere alla denuncia di presunte irregolarità nelle assunzioni. La cosa più semplice che puoi fare, è denunciare il fatto direttamente all'Ufficio di Ispettorato Provinciale del Lavoro. Potrai trovare il contatto più vicino al tuo comune di residenza semplicemente digitando su Internet nell'elenco delle Pagine Gialle.

Vediamo quali sono i passi da percorrere per far valere i propri diritti :
  • denunciare i fatti all’Ispettorato del Lavoro presso la Direzione Provinciale del Lavoro di pertinenza, trovando il contatto presso le pagine gialle
  • riportare dati relativi all’attività e alle mansioni svolte, indicando l’indirizzo della ditta, il giorno di inizio del lavoro, gli orari di lavoro e la retribuzione percepita;
  • procurarsi prove documentali attestanti il lavoro effettuato ed eventuali prove testimoniali a sostegno della denuncia
Il passo successivo è quello di rivolgersi all’ufficio vertenze e legale di un Sindacato (UNAL) per ottenere la consulenza delle associazioni di categoria con dei costi decisamente inferiori a quelli richiesti da un professionista abilitato. Gli operatori investiti della causa provvedono ad aprire la pratica.
L’organizzazione sindacale provvedere a svolgere le attività per addivenire ad una conciliazione mediante una contrattazione e pacifica gestione della controversia. Qualora l’azienda non sia disponibile ad una definizione bonaria della problematica, gli studi legali convenzionati con il sindacato provvederanno a prendere in mano la pratica per gestire la causa davanti al Giudice del Lavoro
Nella fase di preparazione della vertenza verranno coinvolti anche l’Inps e l’Inail e l’Asl di competenza territoriale che si occuperanno di appurare le irregolarità di loro competenza.
L’Inail verrà infatti coinvolto per controllare che il datore di lavoro tuteli i diritti contributivi e previdenziali del prestatore d’opera. L’Asl interverrà invece nel caso in cui vengano denunciate irregolarità connesse a condizioni igienico sanitarie o alla sicurezza sul lavoro non a norma per i lavoratori. L’asl interviene in misura preventiva, a fronte della segnalazione per garantire il rispetto delle norme essenziali
Un altro modo per denunciare la propria condizione di lavoratore in nero è quello di rivolgersi alla Guardia di Finanza e sporgere denuncia. Quest’ultima può essere effettuata nel totale anonimato.
Sanzioni per il datore di lavoro
L’assunzione di lavoratori in nero oggi comporta una maxi sanzione introdotta con il Decreto Legge n. 145 convertito con la Legge n. 9 del 2014.
A far data dal 24 dicembre 2013 tutti i periodi di lavoro in nero, anche quelli iniziati prima di tale data comporteranno a carico del datore di lavoro le seguenti due sanzioni:
Sanzione minima pari a 1.950 euro e sanzione massima di 15.600 euro. A queste sanzioni si aggiungerà una sanzione addizionale pari a 195 euro per ogni giorno di lavoro in nero.
Si constata un incremento del 30% rispetto al sistema prima in vigore.

mercoledì 15 gennaio 2014

ORARIO DI LAVORO E RIPOSO SETTIMANALE - NUOVE MAXI SANZIONI

Dal 24 dicembre scorso sono in vigore le nuove maxi sanzioni in materia di orario di lavoro e di riposo settimanale.
Il decreto legge n. 145/2013, allo scopo di rafforzare l’attività di contrasto al lavoro sommerso e irregolare e di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ha infatti aumentato significativamente – addirittura, in alcuni casi, fino a 10 volte – gli importi delle sanzioni amministrative previste a carico dei datori di lavoro inadempienti.
Come noto, la legge stabilisce che l’orario di lavoro non deve superare le 48 ore in 7 giorni (rilevabili come media) e il lavoratore deve riposare almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni. In caso di violazione, è prevista una sanzione amministrativa pari a:
  • da 1.000 a 7.500 euro (prima variava tra 100 e 750 euro);
  • da 4.000 a 15.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 lavoratori o si sia verificata in almeno 3 periodi che l’azienda usa per rilevare la media dell’orario di lavoro effettuato dai dipendenti;
  • da 10.000 a 50.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori e interessi almeno 5 periodi di riferimento (in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).
Il periodo di riposo consecutivo può essere calcolato come media in un periodo non superiore a 14 giorni.
Il periodo di riferimento in cui va rilevata l'eventuale violazione, invece, può essere di 4, 6 o 12 mesi.
Con riferimento al riposo giornaliero, che per legge deve essere pari a 11 ore consecutive ogni 24 ore, in caso di violazione è prevista una sanzione amministrativa pari a:
  • da 500 a 1.500 euro;
  • da 3.000 a 10.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 5 lavoratori o si sia verificata in almeno 3 periodi di 24 ore;
  • da 9.000 a 15.000 euro nel caso in cui la violazione si riferisca a più di 10 lavoratori o interessi almeno 5 periodi di 24 ore (in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).
Infine, aumentano del 30% le sanzioni previste per il lavoro in nero: ferma restando la sanzione per la mancata interruzione del rapporto di lavoro (che resta invariata), si applica una sanzione amministrativa da 1.950 a 15.600 euro (prima da 1.500 a 12.000) per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 195 euro (da 150) per ogni giornata di lavoro effettivo.
In aumento anche la sanzione prevista per i lavoratori in nerosuccessivamente regolarizzati: la sanzione amministrativa va da 1.300 a 10.400 euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 39 euro per ogni giornata di lavoro irregolare. Inoltre, è impossibile applicare la diffida.
Sanzione amministrativa in aumento del 30% anche per il datore di lavoro che incorra nella sospensione dell'attività per lavoro irregolare o per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, per cui è previsto il pagamento di una somma aggiuntiva pari, rispettivamente, a 1.950 e 3.250 euro.

martedì 29 ottobre 2013

Bar, ristoranti e mense: il 31 ottobre lavoratori in sciopero



Giovedì 31 ottobre è stato confermato dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori dei pubblici esercizi, annunciato a fine luglio. Lo sciopero si svolgerà per l’intero turno di lavoro.
"Dopo le riuscite iniziative organizzate a livello territoriale e in assenza di sviluppi rilevanti sul tavole negoziale", le federazioni di categoria hanno deciso di confermare la proclamazione dello sciopero che vedrà impegnati tutti i dipendenti di bar, ristoranti e mense aderenti a Fipe Confcommercio ed Angem, le parti datoriali che hanno abbandonato la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del turismo. A sostegno della vertenza si svolgeranno nella mattina del 31 ottobre due manifestazioni nazionali una a Roma e una a Milano. Per le regioni del nord compresa l' Emilia Romagna, la manifestazione si terrà  a Milano, a partire dalla 9,30 in piazza Cairoli. Un corteo si snoderà per le vie della città fino ad arrivare a Corso di Porta Venezia dove, davanti alla sede di Confcommercio, si terrà il comizio conclusivo.
Nonostante i ripetuti inviti da parte dei sindacati a rivedere le proprie "inaccettabili" posizioni, Fipe "ha mantenuto inalterate le proprie rigidità fino ad arrivare a prospettare la disdetta del contratto nazionale. A fine maggio, l’Angem ha comunicato l’avvenuta sottoscrizione di un protocollo sulle relazioni sindacali propedeutico alla stipula di un contratto di settore con altra e diversa compagine sindacale, vanificando di fatto mesi di confronto; ed a tutt’oggi, nulla è cambiato per ripristinare dinamiche relazionali costruttive fra le parti. Comportamenti irresponsabili sia di Fipe che di Angem che, in questo modo, stanno complicando ulteriormente il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale di settore, già di per sè reso difficoltoso dalla crisi economica che non risparmia il mondo del turismo".

martedì 8 ottobre 2013

TG 2 DOSSIER (Rai 2): SABATO 12 OTTOBRE ALLE ORE 23,30 CIRCA PARLERA' DEL MONDO DELLE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE

Programma a cui hanno attivamente collaborato alcuni dei nostri iscritti di Roma, invitati dal Segretario Provinciale di Roma, Lorenzo Guzzi, a descrivere la situazione lavorativa che vivono quotidianamente .

La nostra Organizzazione Sindacale vuole ringraziare la Dott.ssa Sandra Cecchi, di Rai 2 - TG2 Dossier, che ha dedicato questo programma al mondo guardie giurate, raccogliendo, dai diretti interessati, testimonianze su problemi e disagi che si trovano ad affrontare tutti i giorni, per svolgere un lavoro ad alto rischio che non viene adeguatamente riconosciuto ne moralmente ne economicamente.
La Segreteria Nazionale UNAL vigilanza privata


lunedì 29 ottobre 2012

Lo stress da super lavoro deve essere risarcito


Il danno per lo stress da super lavoro va riconosciuto al lavoratore anche se non lo ha mai rivendicato nel corso del rapporto di lavoro e anche se, successivamente, viene espulso dall'ufficio. Il via libera arriva dalla Cassazione (sezione Lavoro, sentenza 18211) che spiega come, «in base al principio della `ragionevolezza´ l'orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute». In questo modo, la Suprema Corte ha convalidato un risarcimento del danno biologico pari a 25 mila euro nei confronti di un ex portiere di notte che aveva lavorato presso una società nella capitale, dal settembre 1974 al marzo 1997, riportando una sindrome nevrotico ansiosa da stress lavorativo. 

Come ricostruisce la sentenza redatta da Umberto Berrino, il portiere, che per tanti anni aveva garantito l'assistenza ai clienti, curandosi anche della cura dei valori in cassaforte, aveva accusato uno stress da super lavoro (l'orario di lavoro andava dalle 21 alle 9 del mattino successivo). Da qui la sua richiesta di essere spostato ad un turno diurno. La società lo aveva invece licenziato, sostenendo che esistevano altri due portieri per il turno di giorno. Davanti al giudice del Lavoro era stata stabilita la legittimità del licenziamento ma la società era stata condannata a risarcire l'ex portiere con 25 mila euro per la sindrome ansioso-depressiva. La Corte d'appello di Roma, nel marzo 2008, aveva inoltre riconosciuto al lavoratore una ulteriore somma di 1292 euro a titolo di differenze retributive.

Contro la condanna al risarcimento dello stress al lavoratore, la società ha fatto ricorso in Cassazione, facendo presente che la prestazione di un portiere non poteva essere considerata usurante date le «pause di inattività» legate a quel genere di prestazione. Piazza Cavour ha bocciato il ricorso e ha osservato che «il principio di `ragionevolezza´ in base al quale l'orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute, si applica anche alle mansioni discontinue o di semplice attesa» 

Del resto, annota ancora la Suprema Corte, «il criterio distintivo tra riposo intermedio, non computabile ai fini della determinazione della durata del lavoro, e la semplice temporanea inattività, computabile, invece a tali fini, e che trova applicazione anche nel lavoro discontinuo, consiste nella diversa condizione in cui si trova il lavoratore, il quale nel primo caso può disporre liberamente di se stesso per un certo periodo di tempo anche se è costretto a rimanere nella sede del lavoro o a subire qualche limitazione, mentre, nel secondo, pur restando inoperoso, è obbligato a tenere costantemente la propria forza di lavoro per ogni necessità». 

Nel caso in questione, la Cassazione ha fatto notare che «legittimamente la Corte d'appello ha osservato che la società aveva imposto al lavoratore ritmi lavorativi gravosi come tali incidenti sull'equilibrio psico-fisico del medesimo». Del tutto legittimamente, dunque, il super lavoro è stato ritenuto «concausa della sindrome nevrotica ansiosa» del lavoratore. 

(Fonte: Adnkronos) 

mercoledì 3 ottobre 2012

LICENZIAMENTO Congedo parentale, legittimo il licenziamento: se manca la comunicazione al datore

Corte di cassazione - Sezione lavoro - Sentenza 2 ottobre 2012 n. 16746


Licenziamento legittimo per la lavoratrice madre in astensione facoltativa che non invii la richiesta di congedo all’Inps e per conoscenza al datore. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza 16746/2012 respingendo il ricorso della donna lavoratrice. Per i giudici “la lavoratrice che intende esercitare la facoltà di assentarsi dal lavoro per il periodo di astensione facoltativa ha l’onere di darne preventiva comunicazione al datore di lavoro e all’istituto di assicuratore ove quest’ultimo sia tenuto a corrispondere la relativa indennità, precisando il periodo dell’assenza, che è frazionabile”. Anche il Dlgs 151/2001, Tu maternità, stabilisce che per il congedo parentale “il genitore è tenuto, salvo casi di oggettiva impossibilità, a preavvisare il datore secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi, e comunque con un periodo di preavviso non inferiore a quindici giorni”.
Comunicazione mai avvenuta da parte della lavoratrice la quale non ha neppure allegato condizioni particolari legate al puerperio che abbiano avuto una incidenza causale o concausale per il suddetto comportamento omissivo.